ADOLESCENTI E BAMBINI 2020-12-16T19:24:29+01:00

(I contenuti di questa pagina non devono essere considerati come esaustivi e non vanno intesi come strumenti di autodiagnosi e automedicazione. Per maggiori dettagli o in caso di situazioni di disagio consultare sempre uno specialista).

BAMBINI

I bambini (ma anche adolescenti e bambini) così come gli adulti possono soffrire in un determinato momento della loro crescita, o in maniera più prolungata, di determinati disagi.

Questi disagi possono essere legati a fattori contestuali e/o evolutivi e quindi essere transitori ed anche eventualmente risolversi naturalmente, oppure essere frutto di un disagio più profondo e/o eventuale patologia.

In quest’ultimo caso vi possono essere disagi e/o patologie tipiche dell’età infantile (alcune delle quali se non trattate possono poi mantenersi nelle età successive oppure evolversi in altre patologie tipiche poi degli adulti) o possono essere già disagi o patologie simili a quelle degli adulti stessi

Ovviamente quanto sopra detto deve essere poi anche riferito alle diverse fasce di età nonchè differenziato da quello che poi potrebbe essere un normale processo di sviluppo che si differenzia da quello di altri bambini solo per i tempi. Infatti a volte i genitori sono molto spaventati dal fatto che il bambino non sia al passo con i coetanei, ma in quest’ottica bisogna sottolineare che non tutti i bambini sono uguali e che un bambino può apprendere una cosa prima di un altro e una cosa dopo.

ADOLESCENTI

L’adolescenza (adolescenti e bambini) è un periodo della nostra vita che può essere particolarmente turbolento.

Certo non sempre è così, molto dipende dal carattere, dalle situazioni della famiglia, dal contesto sociale in cui si è inseriti e da tanti altri fattori, anche se proprio questo periodo adolescenziale a sua volta diviene parte fondamentale di quello che poi saremo da adulti.

Esso infatti rappresenta il passaggio dall’età della fanciullezza alla prima età adulta.

Questo tuttavia non significa che un adolescente eventualmente problematico diventi automaticamente un adulto problematico.

In tal senso la vita può essere rappresentata come una catena, se spezziamo un anello quella catena modificherà la sua direzione.

Questo può avvenire naturalmente o con un aiuto esterno nel caso di situazioni di disagio molto intense se non addirittura patologiche.

I disagi o patologie che un adolescente può manifestare possono essere specifiche per questa fascia di età o condivise con quelle degli adulti. Alcune anche se hanno delle manifestazioni prodromiche, ossia anticipatorie, non possono essere diagnosticate con certezza fino al compimento dei 18 anni sia perchè l’adolescente è ancora in una fase evolutiva, quindi di sviluppo sia per evitare di etichettare un adolescente stesso proprio in virtù del punto precedentemente citato.

Vediamo ora alcuni disagi tipici di adolescenti e bambini

DISAGI E DISTURBI DELL’INFANZIA E ADOLESCENZA (definiti anche DISTURBI DEL NEUROSVILUPPO)

Adolescenti e Bambini

Col termine DISTURBI  DEL NEUROSVILUPPO si intende una classe diagnostica che racchiude le seguenti macrocategorie diagnostiche:

  • Disabilità intellettive
  • Disturbi della comunicazioneù
  • Disturbi dello spettro dell’autismo
  • Disturbo da deficit di attenzione/iperattività
  • Disturbo specifico dell’apprendimento
  • Disturbi del movimento
  • Altri Disturbi del neurosviluppo

Nel nuovo manuale diagnostico sono stati apportati alcuni cambiamenti sia di contenuto che terminologici. Il termine Ritardo mentale utilizzato nel DSM-IV-TR è stato sostituito da Disabilità intellettiva. All’interno dei Disturbi della comunicazione, il Disturbo del linguaggio comprende i precedenti Disturbo della Espressione del Linguaggio e Disturbo Misto della Espressione e della Ricezione del Linguaggio, il Disturbo fonetico-fonologico sostituisce il Disturbo della fonazione e il Disturbo della fluenza con esordio nell’infanzia sostituisce la categoria Balbuzie. È stato aggiunto inoltre il Disturbo della comunicazione sociale (pragmatica) una condizione riferita a persistenti difficoltà nella comunicazione sociale verbale e non verbale. Il Disturbo dello spettro dell’autismo riunisce il disturbo autistico (autismo), il disturbo di Asperger, il disturbo disintegrativo dell’infanzia, il disturbo di Rett e il disturbo pervasivo dello sviluppo NAS, precedentemente descritti nel DSM-IV-TR. Il Disturbo specifico dell’apprendimento unisce le precedenti diagnosi di disturbo della lettura, disturbo del calcolo, disturbo dell’espressione scritta e disturbo dell’apprendimento NAS. I deficit nelle aree di lettura, espressione scritta e calcolo sono codificati con specificatori separati.

Nel DSM-5 sono compresi i seguenti Disturbi del movimento: Disturbo dello sviluppo della coordinazione, Disturbo da movimento stereotipato e Disturbi da tic (questi ultimi comprendono il disturbo di Tourette, il Disturbo persistente da tic motori o vocali, il Disturbo transitorio da tic, il Disturbo da tic con altra specificazione e il Disturbo da tic senza specificazione).   

I disturbi sopra elencati sono tipici della prima e seconda infanzia e dell’adolescenza. Tuttavia disturbi tipici dell’infanzia e adolescenza li ritroviamo anche in altre classi diagnostiche tipiche per adulti (es. si veda PICA, DISTURBO DI RUMINAZIONE e DISTURBO EVITANTE/RESTRITTIVO DELL’ASSUNZIONE DI CIBO che sono inseriti nei disturbi dell’alimentazione e il DISTURBO REATTIVO DELL’ATTACCAMENTO  e DISTURBO DA IMPEGNO SOCIALE DISINIBITO  inseriti tra i Disturbi correlati a eventi traumatici e stressanti probabilmente in virtù del fatto che avessero la stessa base patologica di fondo. Vi è anche il disturbo di evacuazione inserito ora come categoria a parte.

Tuttavia andando oltre particolari disagi o patologie che richiedono un consulto specialistico, in che modo si può affrontare un adolescente difficile da gestire?

Innanzitutto bisogna escludere patologie o disagi più o meno gravi, attraverso un eventuale consulto specialistico.

Poi ci si può avvalere anche in questo caso di uno specialista che può aiutare sia l’adolescente stesso nonchè la famiglia a gestire questa fase di vita.

La famiglia può essere supportata attraverso un processo psico-educazionale, ossia nell’imaparare a comportarsi con l’adolescente nel modo più adeguato a lui. In questo caso si considera sempre l’unicità della persona.

Ovviamente non sempre è necessario il supporto di uno specialista ma è utile richiederlo in tutte quelle situazioni che vedono l’adolescente vivere una situazione esistenziale difficile.

Inoltre la famiglia può fare molto da un punto di vista educativo cercando di avere uno stile educativo autorevole, ossia in cui il no va anche detto ma spiegato e motivato, a differenza di uno stile autoritario in cui le cose vengono imposte e basta o lassista in cui invece l’adolescente viene lasciato troppo libero.

Comunque sia in tutti casi si consiglia di consultare uno specialista per fugare ogni dubbio e per intervenire tempestivamente in quei casi in cui vi possa essere un vero e proprio disagio o patologia.

IMPORTANTE

I contenuti di questa pagina non devono essere considerati come esaustivi e non vanno intesi come strumenti di autodiagnosi e automedicazione. Per maggiori dettagli o in caso di situazioni di disagio consultare sempre uno specialista.